Metodologie per la pianificazione della mobilità lenta

Anno 
2016
Descrizione 

Il lavoro di ricerca riguarda individuazione di approcci metodologici per la pianificazione di interventi di mobilità lenta a livello locale/urbano e territoriale/diffuso. La bicicletta utilizzata per uno spostamento urbano o per svago e turismo, è un modo di trasporto capace di apportare molteplici vantaggi individuali e collettivi, sia di tipo economico, che sociale, ambientale e di benessere fisico e mentale. Una serie di attività propedeutiche (ricognizione della letteratura sul cicloturismo e della pianificazione delle reti ciclabili di livello territoriale, individuazione degli “attori chiave” e i portatori di interesse alla stesura di un piano della mobilità ciclistica a livello territoriale, analisi del contesto di riferimento in termini territoriale, socioeconomico e infrastrutturale) hanno consentito di comprendere che si dovesse parlare di “sistema di mobilità ciclistica”, in tutte le sue differenti declinazioni (come mezzo di trasporto per raggiungere una determinata destinazione o come mezzo di svago o di turismo), da realizzarsi come un “insieme coordinato ed integrato di interventi, azioni e misure complementari di natura infrastrutturale, sia fisica che sociale”. In estrema sintesi, si tratta in pratica di pianificare ed organizzare una possibile rete multiuso, non solo di percorsi, ma in grado di rendere possibile differenti modi di fruizione del territorio. Non sarà sufficiente intervenire soltanto sul versante infrastrutturale ma sarà necessario porre in atto una serie di azioni, misure ed interventi integrati e complementari, di diversa natura (non solo strettamente trasportistica), finalizzati a diffondere presso la popolazione l’utilizzo della bicicletta (aumentare quindi il numero di ciclisti), per tutti gli usi ed i motivi che la stessa permette di offrire, ovvero sia “feriale” (come mezzo di spostamento quotidiano) sia “festivo”(svago, tempo libero sport e turismo). In generale si tratta di combinare misure d’infrastrutturazione fisica (cosiddetta Hard) e sociale (cosiddetta Soft). Queste misure sono riconosciute in letteratura in due ampie tipologie che si riferiscono ad un’infrastrutturazione del contesto di riferimento sia a livello fisico che sociale. Tali misure scaturiscono dalla conoscenza approfondita del contesto di riferimento e del meccanismo decisionale che regola la scelta d’uso della bicicletta in tutte le sue declinazioni di motivazione. In particolare, in quest’ambito sono state definite due interventi, uno a livello locale nel Comune di Assemini e uno a livello diffuso per l’intera regione Sardegna: 1. La mobilità ciclistica e pedonale come alternativa all’uso dei veicoli a motore nel territorio comunale e nei collegamenti del territorio contermine del Comune di Assemini; 2. Realizzazione rete regionale itinerari ciclabili della Sardegna.

Ricercatori 
Eleonora Sottile; Francesco Piras; Benedetta Sanjust di Teulada
Staff 
Cristian Saba; Beatrice Scappini; Francesco Porru; Veronica Zucca
Coordinatori Scientifici